Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Féraud si scusa, ma non lascia la carica. I gestori: "Devastati, non ci sottrarremo"

Cinque anni senza controlli antincendio. Al Le Constellation era "tutto in regola", come sostenuto dai proprietari del locale di Crans-Montana diventato una trappola mortale per 40 ragazzi, semplicemente perché dal 2020 al 2025 le ispezioni periodiche non ci sono state: non ce n'è traccia nei documenti dell'amministrazione comunale ha consegnato ai pm. È il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ad ammettere davanti ai giornalisti di mezza Europa gravi mancanze nei controlli di sicurezza nel corso di una conferenza stampa nel centro congressi dove fino a pochi giorni fa le famiglie disperate aspettavano notizie.

Un "buco nero" che sembra incredibile nella Svizzera della precisione e delle regole, di cui il sindaco "si rammarica profondamente". Senza sapere come sia potuto accadere: "Porterò questo fardello per la vita". Non che con ci fossero i controlli antincendio, che in Svizzera sono delegati ai Comuni. Solo nel 2025 sono state effettuate oltre 14mila verifiche, ma nessuna negli ultimi 5 anni a Le Constellation. Eppure sembra che nel locale della strage non fosse una novità l'infiammabilità della schiuma fonoassorbente da cui è divampato l'incendio di Capodanno, istallata durante i lavori di 10 anni fa, come dimostra un video del primo gennaio 2020 diffuso sui media svizzeri in cui un barman urla alle giovani che sollevano le bottiglie di alcolici con le candele pirotecniche di "fare attenzione alla schiuma". Una prassi di cui il sindaco non sapeva nulla: "Siamo rimasti scioccati da questo video raccapricciante. Dimostra la negligenza dei gestori: "Hanno corso rischi sconsiderati che hanno messo il pericolo la clientela e non si possono giustificare". Adesso anche il secondo locale dei coniugi francesi Jacques e Jessica Moretti, accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi, è stato chiuso. Ieri la loro prima dichiarazione pubblica: "Siamo devastati e sopraffatti dal dolore, piena cooperazione, non ci sottrarremo alle indagini".