“In data odierna, il Sindacato Indipendente Carabinieri apprende con soddisfazione un fatto inequivocabile: non vi è alcuna correlazione tra l’utilizzo del taser e il decesso di Demartis Gianpaolo, avvenuto a Olbia il 16 agosto 2025. Abbiamo appreso questa notizia attraverso il nostro avvocato di riferimento, che ha ricevuto la consulenza tecnica depositata presso la procura. Tale consulenza esclude in modo netto qualsiasi nesso causale tra l’uso del taser da parte della pattuglia dei carabinieri e l’evento morte, confermando la correttezza del loro operato”. Il Sic, sindacato Indipendente carabinieri, attraverso il suo segretario Luigi Pettineo è il primo a esultare alla notizia della richiesta di archiviazione per due carabinieri indagati per la morte di Gianpaolo Demartis. La perizia infatti che comprende anche l’esame istologico, mette la parola fine alla ipotizzata correlazione tra il decesso dell’uomo e l’uso del taser.
Cos'è il taser e come funziona
I fatti
La sera del 16 agosto 2025, nel centro abitato di Olbia, l’uomo, in evidente stato di agitazione, caratterizzato gridava contro e aggrediva i passanti. Intervenuti due carabinieri del Nucleo Operativo RadioMobile di Olbia, dopo diversi tentativi bonari di calmare Demartis, e aggrediti fisicamente da lui, hanno fatto ricorso all’uso del taser; in particolare lo hanno colpito con una prima scarica «in regione lombare – si legge nella relazione del medico legale di cui Repubblica è in possesso - e hanno erogato tre scariche, insufficienti a bloccare il Demartis; è stata allora sparata un’altra coppia di dardi in regione dorsale ed erogata un’ulteriore scarica, grazie alla quale il soggetto si è arrestato ed i militari sono riusciti ad ammanettarlo ed a contenerlo al suolo, in posizione supina; in questa fase il Demartis ha continuato ad agitarsi e si è procurato lesioni al volto strisciandolo contro l’asfalto».






