Molto rumore per nulla. Gianpiero Demartis, 57 anni, non è morto a causa della scarica elettrica dovuta al taser utilizzato dai due carabinieri intervenuti per calmarlo. A stabilirlo è il consulente della procura di Tempio Pausania, provincia di Olbia che scrive, il decesso “è ascrivibile ad uno scompenso cardiaco in cardiopatia ischemica (presenza di stent coronarico)”.
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di Alessandra Ziniti
L’esito dell’autopsia
Concluse le operazioni autoptiche su Gianpiero Demartis, il consulente della procura Salvatore Lorenzoni parla quindi di un infarto legato ad altre problematiche, come l’assunzione di sostanze stupefacenti la cui natura sarà chiarita dall’esame tossicologico dei prossimi giorno. “Da segnalare inoltre emorragia subaracnoidea ed edema cerebrale, anche questi verosimilmente dotati di un ruolo letifero e imputabili sia al trauma cranico che al rialzo pressorio (a sua volta correlabile all’assunzione di droga e allo stato di agitazione psicomotoria). Eseguiti rilievi fotografici di tutte le fasi ed effettuati prelievi di liquidi e tessuti”.








