BORGORICCO - Gianluca è il figlio maggiore di Fabrizio Braghetto. Arriva insieme ad un amico in via dell'Industria quando da poco si è diffusa la notizia della morte del padre. Una notizia volata su tutta Arsego. Gianluca taglia il piazzale di fronte alla Rizzato Calzature ed entra nella ditta nella quale, poco prima, il padre ha perso la vita.

«Non è possibile sapere della morte di mio papà da Facebook» le sue uniche parole mentre raggiunge il fondo del cortile dell'azienda colosso nel commercio delle calzature, per assistere alle operazioni dei vigili del fuoco, impegnati fino al tardo pomeriggio nell'estrarre il corpo del 65enne autotrasportatore in pensione dall'autocompattatore che lui stesso aveva azionato per smaltire la carta e i cartoni appena ritirati dai negozi della catena.

Poco prima un'auto dei carabinieri della stazione di Piombino Dese aveva raggiunto la casa di Braghetto, ad Arsego: sono stati i militari dell'Arma a dire alla moglie Annalisa e all'altra figlia della coppia, la 26enne Nadia, cos'era successo a pochi chilometri di distanza.

Nel surreale silenzio che ieri avvolgeva una via dell'Industria ancora sorniona per la giornata di vigilia della festa, ieri si sentiva solo il rumore degli strumenti dei vigili del fuoco. A parlare con il figlio della vittima e con i titolari della Rizzato anche loro di Arsego e da sempre conoscenti di Fabrizio Braghetto ci ha pensato il sindaco di San Giorgio delle Pertiche, e vicepresidente della Provincia di Padova, Daniele Canella. È stato lui, poi, a portare all'esterno il dolore che permeava ogni anfratto del capannone al civico 21/b.