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Ultimo aggiornamento: 9:14
Un colpo dopo l’altro, il pubblico di Brisbane tratteneva il fiato. Non era solo il match di doppio a tenere tutti sulle punte: era la storia di Thanasi Kokkinakis che si stava scrivendo davanti agli occhi di chi ama il tennis. Dopo dodici mesi di assenza dal circuito, il tennista australiano è tornato in campo al fianco di Nick Kyrgios, battendo il duo Ebden–Ram nei sedicesimi del Brisbane International. Ma il punteggio sembrava quasi secondario di fronte al percorso che lo ha portato fin lì. Alla fine, le lacrime di gioia sul viso e un sospiro di sollievo dal sapore liberatorio.
Un momento intensissimo. “Quello che ho vissuto negli ultimi dodici mesi è stato assolutamente folle”, ha confessato Kokkinakis a fine partita con la voce spezzata dalla fatica di un anno di calvario. Non è stato un ritorno qualunque: è stato il culmine di una battaglia contro infortuni che hanno minacciato la sua carriera più volte negli ultimi anni. Un percorso segnato da interventi chirurgici estremi, dolori quotidiani e un’incertezza costante che avrebbe scoraggiato chiunque.
L’operazione a cui si è sottoposto nel febbraio 2025 è stata senza precedenti nel mondo del tennis: un tendine d’Achille di una persona deceduta utilizzato per riattaccare il muscolo pettorale alla spalla. “Mi sono letteralmente tagliato metà del muscolo pettorale, – ha raccontato Kokkinakis – convivevo da cinque anni con una cicatrice fibrosa. Ho parlato con moltissimi chirurghi e dottori, persino con il medico di Nadal, e non ero davvero sicuro di cosa stessi affrontando. Nessuno sapeva dirmi con certezza cosa sarebbe successo”.







