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6 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:07
Ingressi record e incassi milionari da un lato. Lavoratori in appalto lasciati a casa dopo anni di precariato dall’altro. Ecco il doppio volto delle Gallerie degli Uffizi, uno dei più importanti musei italiani al mondo. Dietro ai capolavori dell’arte rinascimentale, ci sono decine e decine di precari invisibili che hanno iniziato il 2026 senza un lavoro.
Il motivo? “Il cambio di appalto dei servizi museali che ha visto la Coop Culture sostituire la Opera Laboratori Fiorentini Spa – spiega il sindacato Sudd Cobas – e così solo ai lavoratori che erano assunti a tempo indeterminato hanno conservato il posto di lavoro”. Quelli con i contratti a termine sono rimasti senza nulla. “Noi ci occupiamo di tutti i servizi aggiuntivi che ci sono dentro i musei: dal controllo dei biglietti, alla gestione delle file esterne, al guardaroba, tante mansioni che abbiamo svolto per anni accumulando esperienza” racconta a ilfattoquotidiano.it Simone, precario dal 2015. Ma tra loro c’è anche chi arriva a diciassette anni di rinnovi. “Sono persone che hanno lavorato per nove mesi all’anno, che di fatto coprono lo stragrande periodo dell’anno, lavorando – racconta Sarah Caudiera, coordinatrice Sudd Cobas – poi prendono la Naspi e ogni anno aspettano la chiamata per rientrare al lavoro”. Ma con il cambio di appalto quest’anno il rinnovo non è arrivato.






