Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
L’imprenditore umbro si è spento all’età di 92 anni. Aveva iniziato vendendo corredi e biancheria per la casa nell’Italia del dopoguerra, poi aveva creato un maglificio artigianale, (Maglital, in seguito Cruciani) e nel 1971 aveva acquistato 42 ettari a Montefalco scommettendo sul più importante vitigno rosso della regione. La sua azienda, Arnaldo Caprai, produce un milione di bottiglie l’anno
Si è spento nel pomeriggio di domenica 4 gennaio, a 92 anni, Arnaldo Caprai. Con lui se ne va una figura che ha attraversato settant’anni di impresa italiana, muovendosi con disinvoltura dal tessile al vino, dal merletto al Sagrantino, lasciando tracce concrete più che dichiarazioni d’intenti. Accanto alla moglie Fiorella e ai figli Arianna, Marco e Luca, restano aziende, intuizioni e un metodo di lavoro che ha contribuito a costruire un pezzo del Made in Italy così come lo conosciamo oggi.
«Nostro padre è stato un ottimista e un generoso – raccontano i figli – e ci lascia l’insegnamento di guardare sempre avanti, di credere nell’impresa e nello sviluppo. La sua è stata una grande visione imprenditoriale, prima nel tessile, poi nel vino. Un uomo che ha sempre creduto nel realizzare grandi imprese, con una visione aperta al futuro e con un profondo impegno sociale. Aveva 92 anni e fino all’ultimo ha trasmesso a tutti noi che il futuro si costruisce con passione e fiducia».







