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L’arrivo in tribunale in manette con la moglie Cilia. Saranno difesi dal legale di Assange. La protesta dell’ex leader venezuelano. La prossima udienza già fissata il 17 marzo

"Sono innocente, non sono colpevole". Con queste parole Nicolás Maduro esordisce davanti alla giustizia americana al tribunale di New York definendosi un "prigioniero di guerra". Il deposto leader venezuelano, rappresentato dall'avvocato Barry Pollack, che ha difeso a lungo il fondatore di Wikileaks Julian Assange, si è identificato in spagnolo, ha ribadito "sono ancora il presidente del mio Paese", precisando di essere stato "catturato nella mia casa".

Questa dichiarazione anticipa quella che probabilmente sarà una delle principali linee di difesa, ossia che il suo arresto notturno in un Paese straniero da parte delle forze statunitensi - un "rapimento militare" stando alle parole del suo legale abbia violato la legge. Non è la prima volta che un imputato solleva questa argomentazione: oltre trent'anni fa, Manuel Noriega accusò gli Usa di aver violato sia il diritto internazionale sia le garanzie del giusto processo invadendo Panama e arrestandolo all'estero. Ma non ebbe successo, poiché i tribunali si rifiutarono di considerare la legalità dell'invasione e si concentrarono solo sulle accuse contro Noriega.