Diesel più caro della benzina. Era nell’aria, viste le novità sulle accise in vigore dal primo gennaio di quest’anno. Ad aprire la strada al sorpasso l’incremento della tassazione sul gasolio - aumentato di 4,05 euro al litro, senza considerare l’Iva - e la riduzione equivalente per quella della verde prevista in legge di Bilancio. Un superamento che non si vedeva da tre anni. Nel dettaglio, dal 9 febbraio 2023, ossia poco dopo il picco più acuto della crisi dei prezzi energetici scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina. Ieri gli automobilisti alla pompa sono rimasti sorpresi a leggere i cartelli ai distributori. Mimit: controlliamo i prezzi Il prezzo medio nazionale della benzina viaggiava a 1,650 euro al litro (il livello più basso dal 2021, a detta del ministero delle Imprese e del Made in Italy; da fine dicembre 2022, prima del ritorno all’accisa “piena” dopo il taglio del governo Draghi, a detta invece di Staffetta Quotidiana), contro 1,666 euro del diesel.

Con una nota, il Mimit rivendica «il monitoraggio» degli ultimi giorni, per «evitare distorsioni del mercato e speculazioni sui listini, smentendo le previsioni secondo cui il riallineamento delle accise avrebbe determinato un aumento del prezzo della benzina nonostante la riduzione fiscale prevista». Le valutazioni dei Consumatori Controlli sull’andamento dei prezzi dei carburanti che proseguiranno anche nei prossimi giorni. Ma l’Unione nazionale consumatori (Unc) evidenzia che alcune zone d’Italia mostrano più di qualche divario nella loro variazione. Una è il Lazio, medaglia d’oro tra le regioni per il più consistente, «dove la discrepanza tra i due carburanti è pari a 0,6 centesimi, con la benzina che si abbassa di appena 2,9 centesimi al litro e il gasolio che aumenta di 3,5 centesimi». A seguire Sicilia (0,5 centesimi), Puglia (0,4) e Toscana (0,1). E in questi casi di speculazioni, «pur se in modo contenuto», ne sono sbocciate. Le differenze di tariffario sul gasolio, peraltro, si fanno notare. Bolzano ha quello più salato (1,730 euro al litro), sopra Trento (1,701 euro) e i centri della Valle d’Aosta (1,689 euro). All’opposto, tra le regioni meno costose ci sono Campania (1,644 euro al litro), poi Marche (1,654 euro) e Lombardia (1,656 euro). Nei suoi calcoli tra i prezzi medi regionali, poi, l’Unc mette in chiaro che «la benzina è scesa di 3,5 centesimi, ossia si risparmia 1 euro e 73 centesimi a rifornimento, il gasolio è salito di 3,1 centesimi al litro, pari a un costo aggiuntivo di 1,53 euro per un pieno. Anche in questo caso non un bilancio positivo tra le due tipologie di carburanti».