AURONZO DI CADORE (BELLUNO) - Il pilota della motoslitta che domenica sera stava scendendo dal rifugio Auronzo con l’amico che poi è stato fulminato da un malore, forse non poteva trovarsi lì: la Guardia di finanza della stazione di Auronzo sta verificando infatti se nella tragedia possano essere individuati profili di illegalità legati soprattutto ai permessi di transito delle motoslitte dal lago d’Antorno al rifugio Auronzo. Un servizio nato per ragioni turistiche, per altro molto apprezzato anche negli scorsi anni. In pratica i militari stanno accertando se il trasporto del 65enne di Ravenna possa rientrare nella fattispecie del servizio turistico o se si sia trattato di un’iniziativa a se stante, in un certo senso “privata” e compatibile con l’ordinanza comunale del 2009 che limita l’accesso delle motoslitte nei comprensori in quota.
Permessi e divieti: poco cambia, il 65enne appassionato di fotografia ha perso la vita dopo aver immortalato la luna nella gelida sera delle Tre Cime. Ai ghiaioni era arrivato nel tardo pomeriggio con l’amico alla guida della motolsitta, anche lui appassionato di fotografia. Ma il rientro è stato fatale. Lungo il tragitto di ritorno si è infatti materializzata dal nulla la tragedia.






