"Sono il presidente del Venezuela" e "sono innocente, non sono colpevole".

E' un Nicolas Maduro sicuro di sé quello che appare insieme alla moglie Cilia per la prima volta davanti alla giustizia americana.

"Sono stato rapito dalla mia casa a Caracas", ha cercato di spiegare al giudice. In tribunale lo hanno portato con i piedi incatenati e degli auricolari per la traduzione (non parla inglese): con indosso una camicia blu a maniche corte sopra una tuta kaki da detenuto, ha parlato in spagnolo. E durante l'udienza ha preso appunti e ha chiesto di poterli conservare.

Seduto accanto al suo avvocato Barry Pollack, il legale che ha assistito Juliane Assange, Maduro ha ascoltato con attenzione e si è avvalso di un interprete per rivolgersi alla corte. "Il mio lavoro è assicurare un processo giusto. Ed è mio intento svolgerlo", ha esordito il giudice Alvin Hellerstein aprendo i lavori prima di leggere una versione breve dei quattro capi di accusa mossi contro Maduro, dal narco-terrorismo al possesso di armi.

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