E'entrato in vigore nel Regno Unito il divieto di pubblicità per il cosiddetto cibo spazzatura (in inglese 'junk food') in televisione prima delle 21 e il bando totale per le promozioni online.

La stretta, che mira a contrastare la diffusione dell'obesità infantile nel Paese, colpisce 13 categorie di prodotti ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sale.

Il rispetto delle nuove norme sarà controllato dalla Advertising Standards Authority (Asa), organismo di regolamentazione della pubblicità. Le restrizioni previste si applicano a una vasta gamma di alimenti, come bibite, snack, surgelati e dolciumi, sulla base di un sistema di punteggio nutrizionale. Anna Taylor, direttrice della Food Foundation, ha definito il provvedimento come una "pietra miliare di portata mondiale" per proteggere i minori dall'esposizione costante a messaggi pubblicitari dannosi per la loro salute. Nonostante il divieto sia scattato da oggi, l'industria pubblicitaria britannica aveva già iniziato ad aderire volontariamente alle nuove linee guida dallo scorso ottobre, al fine di adeguare gli spot ai requisiti previsti dalla normativa. L'iniziativa era stata introdotta dal governo laburista con l'obiettivo di contrastare un fenomeno allarmante: si calcola che il 22% dei bambini in Inghilterra sia obeso o sovrappeso quando inizia la scuola primaria, una percentuale che sale al 35,8% intorno ai 10-11 anni di età. Oltre a questo, c'è la vasta diffusione della carie, causata da cibi con alto contenuto di zuccheri. La crociata contro il 'junk food' era già stata avviata negli anni scorsi dai governi conservatori, in particolare da quello guidato da Boris Johnson.