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Cresce in modo esponanziale dal 2026 il numero dei Comuni che applicheranno la nuova tassa

Il 2026 potrebbe essere concretamente un anno di svolta per quanto concerne la Tari, dal momento che un numero sempre maggiore di Comuni italiani ha deciso di soppiantare la vecchia imposta con la Tariffa puntuale sui rifiuti (Tarip), il cui ammontare viene modulato sulla base della quantità di "rifiuti indifferenziati" prodotti dal contribuente.

Già in vigore in alcune località, il sistema è stato introdotto quindi col duplice obiettivo di premiare i più virtuosi incentivando la raccolta differenziata con l'abbattimento delle tariffe, e di consentire all'Ente locale di ridurre a bilancio le voci di spesa inerenti lo smaltimento di rifiuti non riciclabili. Non si tratta quindi di una valutazione ponderale dell'intera quantità di immondizia prodotta dal cittadino, per cui a incidere sulla parte variabile della nuova Tarip non saranno organico,vetro, metallo, carta o plastica ma solo il cosiddetto "secco".