I Critics Choice Awards 2026 hanno celebrato una delle stagioni più affollate e stratificate degli ultimi anni, distribuendo i riconoscimenti in modo corale e confermando una tendenza sempre più marcata verso premi diffusi, capaci di fotografare la complessità dell’attuale panorama audiovisivo. Cinema e televisione si sono divisi la scena senza un unico dominatore assoluto, ma con una costellazione di titoli, autori e interpreti che hanno trovato spazio e legittimazione critica.
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Nel cinema, il premio per il miglior film ha abbracciato un’ampia rosa di opere, miglior film riconoscendo One Battle After Another che ha battuto Bugonia, Frankenstein, Hamnet, Jay Kelly, Sentimental Value, Sinners, Train Dreams e Wicked: For Good. Sul piano della regia a Paul Thomas Anderson che ha prevalso su Ryan Coogler per Sinners, Guillermo del Toro per Frankenstein, Josh Safdie per Marty Supreme, Joachim Trier per Sentimental Value e Chloé Zhao per Hamnet, a testimonianza di una pluralità di visioni che spaziano dal cinema d’autore più classico a quello di forte impronta industriale.











