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Il sindaco interrogato come testimone, la competenza non è del Cantone. Niente arresto per i proprietari: non c'è pericolo di fuga

Non c'è mai nulla di casuale nelle tragedie. A posteriori tutto assume una forma, una sequenza, un senso persino razionale, anche quando ogni cosa sembra assurda. A Crans-Montana quella logica è stata di una crudeltà geometrica, una selezione per centimetri, per secondi, per decisioni minime. Chi è rimasto fuori dal locale Le Constellation adesso ringrazia un rifiuto, un codice dimenticato, un buttafuori inflessibile. I custodi della soglia, arbitri silenziosi della notte. Quelli che ti lasciano al freddo e quelli che fanno entrare. Alcuni hanno salvato vite trascinando ragazzi fuori dalla sala di sotto, come Stefan, il bodyguard che secondo gli amici ha aiutato decine di persone a scappare e che ancora manca all'appello. Altri, richiamati all'interno dalle urla "al fuoco", hanno lasciato la porta principale sguarnita e allora la folla in coda si è riversata dentro proprio mentre chi era già tra le fiamme cercava disperatamente di uscire. Entrare e uscire, spingere e fuggire. La fisica elementare del panico. Tutto è cominciato con le fontane pirotecniche, giochi di scintille, da mettere a terra o da tenere in mano con un minimo di attenzione. Lo si sapeva, ma adesso c'è la parola della procura del Canton Vallese.