Il 30 dicembre del 1903, a Chicago, scoppiò un grosso incendio al Teatro Irquois, proprio mentre si teneva uno spettacolo natalizio. Morirono 602 persone, principalmente donne e bambini, che assistevano allo spettacolo, e altre 250 rimasero ferite. Un'autentica strage che, pare, si innescò a seguito di una serie di negligenze, nonché dell'assenza o dell'elusione delle norme di sicurezza allora vigenti. Innanzitutto le uscite di sicurezza erano bloccate da cancelli di ferro e comunque non erano segnalate. Inoltre, il sipario di sicurezza (in amianto), non funzionò come avrebbe dovuto e il teatro, che era spacciato per ignifugo, era disseminato di oggetti altamente infiammabili, come i fondali dipinti a olio. Infine, mancavano l'allarme antincendio e un sistema di spegnimento del fuoco funzionante.
Insomma, una strage annunciata. Ma da questo tremendo fatto nacque qualcosa di buono, dato che, in seguito, furono avviate importanti riforme sulla sicurezza degli edifici pubblici negli Stati Uniti, che poi avrebbero fatto scuola in tutto il mondo. Una delle tante innovazioni fu l'obbligo di utilizzare le porte che si aprissero verso l'esterno dotate di maniglioni antipatico.
A proposito di tragedie immani, ho visto al cinema il film "Norimberga" del regista James Vanderbilt, dove il ruolo del cattivo è assegnato a un Russel Crowe con degli occhi troppo buoni per interpretare il Reichsmarschall. Il film mi è risultato eccessivamente indulgente sulla figura dell'alto gerarca nazista e degli altri coimputati, in un'epoca come la nostra in cui lo stato di diritto sta andando un po' dappertutto a ramengo e dove gli emuli di certe figure stanno acquistando non poco appeal.






