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Ultimo aggiornamento: 9:09

Di fronte alla devastazione di Gaza, lo sguardo occidentale spesso si ritrae, anestetizzato da una ripetizione del dolore che finisce per trasformare i massacri in un sottofondo indistinto. Per incrinare questa corazza di apatia, Gianluca Costantini, fumettista e attivista, ha scelto un espediente di forte impatto: far scontrare l’immaginario pop della serie sudcoreana Squid Game con il fango e il sangue della Striscia.

Nella visione di Costantini, Gaza smette di essere soltanto un territorio assediato e diventa un’arena letale, in cui la sopravvivenza è il risultato di un gioco truccato. Se nella serie Netflix persone indebitate accettano prove disumane per inseguire un premio in denaro, a Gaza la popolazione è costretta a prendere parte a un “gioco” imposto, dove le regole sono arbitrarie, procurarsi il cibo è un pericolo costante e vincere equivale semplicemente a restare vivi fino al turno successivo. I soldati israeliani, in questa narrazione per immagini, assumono il ruolo dei “guardiani” mascherati: ingranaggi di un sistema che riduce la sofferenza a una statistica o, peggio, a uno strumento di controllo assoluto. “Ho usato questo riferimento non per spettacolarizzare – spiega l’artista a Ilfattoquotidiano.it -, ma per far capire la logica spietata e ingiusta a cui sono sottoposte le persone sotto assedio”.