I medici di base e i pediatri pugliesi pronti alla mobilitazione contro la Regione che chiede il recupero di soldi erogati in più e quindi non dovuti. E non si tratta di poco: sono oltre 23 milioni di euro. I sindacati hanno annunciato battaglia e proclamato lo stato di agitazione.
"L'adozione ripetuta di misure decise unilateralmente da parte degli uffici regionali, senza la consultazione delle parti sociali e in violazione dell'Accordo integrativo regionale della medicina generale e della normativa sui pediatri di libera scelta, è gravissimo e manifesta un atteggiamento apertamente antisindacale da parte della Regione Puglia".
È quanto si legge in una nota firmata da Fimmg Puglia (Federazione italiana medici di medicina generale), Smi Puglia (Sindacato medici italiani), Snami Puglia (Sindacato nazionale autonomo medici italiani), Fimp Puglia (Federazione italiana medici pediatri) Simpef Puglia (Sindacato medici pediatri di famiglia) che annunciano "in modo unitario e compatto la proclamazione dello stato di agitazione".
A essere contestata, spiegano, è "la pubblicazione il 31 dicembre della direttiva regionale che mette in mora i medici e avvia il recupero di oltre 23 milioni di euro, nonostante i 30 milioni di crediti loro spettanti, e che "rappresenta un atto che supera ogni limite accettabile".






