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Secondo vari rapporti, l’Italia è il più grande mercato europeo per il gioco d’azzardo. Soltanto nel 2024 gli italiani hanno perso mediamente 365 euro a testa in slot machine, scommesse, gratta e vinci, lotterie e altri giochi basati sul caso, giocando oltre 157 miliardi di euro.
Sono dati che raccontano storie individuali di grave dipendenza e difficoltà economiche, ma nonostante questo sui social da alcuni anni è molto attiva una nutrita nicchia di pagine italiane di meme che ci scherzano su. Oltre a normalizzare il fenomeno, la loro popolarità viene sfruttata da siti di scommesse e altre attività legate al gioco d’azzardo che vogliono promuoversi e allargare il proprio pubblico.
I meme sul gioco d’azzardo hanno guadagnato una crescente popolarità nell’ultimo anno, ma esistono almeno dal 2020, quando ha aperto su Facebook e Instagram la pagina @_slotposting_. I suoi contenuti hanno avuto un impatto tale sull’immaginario di molti utenti che, oggi, l’attività stessa di parlare di gioco d’azzardo sui social è nota come “slotposting”.
«Le slot machine sono per antonomasia in Italia l’oggetto che rappresenta la compulsione al gioco», spiega Daniele Zinni, esperto di sottoculture digitali e autore del saggio Meme del sottosuolo. «Tutti le abbiamo viste comparire in tabaccherie o bar che già frequentavamo, e tanti sanno che si tirano dietro certe tipologie di persone, con certi consumi, certi comportamenti, che alla lunga finiscono per disegnare uno stereotipo».






