Sono «71 svizzeri, 14 francesi, 11 italiani, quattro serbi, un bosniaco, un belga, un lussemburghese, un polacco e un portoghese» i feriti identificati dalle autorità svizzere. Per 14 dei 119 totali la nazionalità, per ora, non è conosciuta. «Le cifre sono provvisorie», fanno sapere e, quindi, in continua evoluzione, tanto che a quanto risulta all’Italia sono almeno 13 i nostri feriti. Ma è proprio in quei 14 non identificati che si custodisce la speranza di riconoscere qualcuno degli ultimi sei dispersi italiani. Tra loro Chiara Costanzo e Giovanni Tamburi, entrambi classe 2009, come molti degli altri ragazzini.

La Polonia avrà il «più forte esercito d’Europa». Lo ha promesso il premier, Donald Tusk, senza chiedere permesso alla Germania. La quale - piccolo problema - coltiva la stessa ambizione: il cancelliere, Friedrich Merz, lo va proclamando almeno dallo scorso maggio e, l’ultima volta, lo ha ribadito meno di un mese fa. Quella tra Varsavia e Berlino sarà una competizione leale? O una baruffa nel nome del riarmo? Alla faccia della difesa comune?

Una mattina mi sono svegliato e ho trovato un cipriota. Allarme compagni europei: da ieri è scattato il semestre di presidenza di uno degli Stati più piccoli e tradizionalmente più legati a Mosca di tutta l’Ue. Urge richiamo alla sensibilità democratica dell’intero collettivo di Bruxelles: i tailleur di Ursula, la faccia tosta di Macron e financo le gaffe di Kaja Kallas dovranno fare i conti con il peggiore dei nemici interni, la rotazione delle poltrone di comando sulla tolda dell’Unione. Il meccanismo bizantino, figlio malato di un sistema evidentemente decotto, prevede infatti che la presidenza del consiglio dell’Ue, l’organo che riunisce gli Stati membri e che dunque delinea le linee strategiche ed elabora le politiche estere e di sicurezza, passi di mano ogni sei mesi. E dall’1 gennaio il delicato e prestigioso incarico è passato a Cipro, già paradiso degli oligarchi turchi, per anni hub finanziario della Russia e legato a Mosca da antichi interessi comuni in campo energetico e militare. O partigiano portami via, che mi sento di morir.