FELTRE (BELLUNO) - Ai medici del reparto di terapia intensiva dell’ospedale santa Maria del Prato di Feltre nel quale era ricoverato, aveva detto di volersene andare: «Qui io non ci voglio rimanere, me ne vado». Dimissioni volontarie, si chiamano tecnicamente, ma il requisito è la firma del paziente che con il suo autografo solleva il personale ospedaliero dalle possibili conseguenze cliniche della sua scelta. Così, non riuscendo a convincere l’uomo a rimanere in reparto per completare la terapia cui era sottoposto, gli hanno presentato il modulo da firmare prima di andarsene.

A quel punto però è scattata la reazione del paziente che non ha voluto saperne di sottoscrivere le dimissioni. Niente firma, niente via libera a lasciare il reparto. Attimi di tensione, l’uomo si è liberato delle medicazioni, si è alzato dal letto, qualcuno ha cercato di trattenerlo, ma non c’è stato verso. Quando era ormai vicino all’uscita, il personale ha chiamato i carabinieri, una pattuglia della stazione di Feltre si è presentata in pochi minuti nel piazzale dell’ospedale, i militari sono saliti fino a reparto ed hanno incontrato l’uomo, per altro di corporatura piuttosto robusta, che aveva tutte le intenzioni di proseguire la sua fuga anche di fronte ai militari che hanno tuttavia mantenuto la calma cercando di dissuaderlo più a parole che fisicamente, dal suo intento. Scelta azzeccata dal punto di vista umano, ma vana sotto il profilo dei risultati: il paziente ha continuato a scappare e i due carabinieri hanno preferito chiedere l’appoggio di una seconda pattuglia.