La strage di Crans-Montana, stando ai primi drammatici racconti, ha anche diversi eroi. Uno di questi è Paolo Campolo, analista finanziario con origini calabresi, che ha estratto e tratto in salvo decine di ragazzi intrappolati nel bar Le Constellation, ma anche portato fuori i corpi di chi non ce l’ha fatta. “Non ho pensato al dolore, al fumo, al rischio. Ho estratto a mani nude i ragazzi. Continuavano a urlare. Io pensavo solo una cosa: potrebbero essere i miei figli”.
La figlia di Campolo, Paolina, invece è sana e salva. “Era tornata da Ginevra e prima di uscire era passata da casa per salutarci, brindare insieme, aprire il panettone – racconta al Messaggero –. Per colpa nostra ha fatto tardi: in quel locale sarebbe dovuta arrivare già a mezzanotte. Oggi posso dirlo senza esagerare, quel ritardo le ha salvato la vita”. È lei ad allertare il padre dell’incendio: uscita per raggiungere il fidanzato al locale, si è accorta del fumo e ha lanciato l’allarme. “Mi sono precipitato subito in strada con un estintore – ricorda Campolo, che abita a 50 metri dalla tragedia –. Quelle fiamme non erano più così alte ma c’era tanto fumo nero, denso, che usciva ovunque. La combustione è stata rapidissima, violenta, durata pochi minuti”.











