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2 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:36
Che nel 2025 la Russia avesse accelerato la sua conquista nell’est ucraino lo si era capito dai diversi mesi di avanzate record registrati nel corso dell’anno. Adesso a certificarlo è anche l’Istituto americano per lo studio della guerra (Isw), secondo cui l’anno appena concluso è stato quello in cui l’esercito fedele a Vladimir Putin ha sfilato la più ampia porzione di territorio a Kiev dal 2022, anno che però era stato caratterizzato da un’avanzata repentina dovuta all’invasione.
La Russia, si legge nello studio condotto assieme al Progetto minacce critiche (Ctp), nell’ultimo anno ha conquistato 5.600 chilometri quadrati di territorio, più che nel 2024 e nel 2023 messi insieme. Un territorio pari allo 0,94% della superficie totale dell’Ucraina. Mentre la fine del 2025 è stata caratterizzata da un apparente sforzo per arrivare a un piano di pace condiviso sulla base di quello proposto da Donald Trump, i combattimenti sul campo vanno avanti, così come i reciproci attacchi oltre confine. Questa avanzata, seppur graduale, dei soldati russi rischia, se prolungata nel tempo, anche di compromettere un’intesa sulla spartizione dei territori. Nel documento proposto dalla Casa Bianca, ad esempio, si parlava di congelamento del fronte nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson, oltre che del Donetsk e Lugansk. A dicembre Mosca ha conquistato 244 chilometri quadrati, il suo progresso mensile più debole da marzo, ma l’importante avanzata compiuta dalla primavera, in particolare a novembre (701 chilometri quadrati), consente alla Russia di superare i progressi cumulativi del 2024 (4.000 chilometri quadrati) e del 2023 (580).






