È una regina, però è più facile trovarla in chiesa, o nei quartieri più popolari, davanti a casupole gremite di bambini o al capezzale di qualche malato, piuttosto che nei saloni addobbati a festa, ai ricevimenti e ai balli più eleganti. Maria Cristina di Savoia, nata nel 1812, moglie di Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie, morta nel 1836 dando alla luce il figlio Francesco II, aveva una personalità controcorrente, così come emerge anche dall’ultima biografia appena pubblicata dalla casa editrice Ares, scritta da Luciano Regolo, Maria Cristina di Savoia. Servi Dio e tutto avrai dappoi (pp. 488, euro 26). Alla regina non piacciono le idee liberali e risorgimentali; è profondamente religiosa e ama il suo popolo, al di là di proclami e ideologie, disponibile ad aiutare chiunque sia in difficoltà e si risvolga a lei. Non a caso a Napoli la chiamano la «Reginella santa». Definizione profetica: è stata proclamata beata nel 2014.
In genere si considerano i reali protagonisti del gossip e degli scandali globali. I Windsor, in questo senso, forniscono materiale a volontà. Facile pensare, dunque, ai re e le regine, ai principi e ai nobili dediti notte e giorno alle feste, ai viaggi, e nello stesso tempo impegnati a fronteggiare scandali e tonnellate di fango, vero o presunto, gettato sulla loro immagine. Nel passato, oltre agli eccessi e alle stranezze, c’era il peso del potere, spesso senza limiti, le crudeltà rivolte anche e soprattutto ai loro stesse familiari, alle guerre senza fine, agli eccidi, alle persecuzioni. Eppure... eppure lungo i secoli, accanto a queste pesanti ombre gettata sulla Storia, si sono susseguite altre figure forse non altrettanto famose, ma molto più luminose. Reali con la corona, non tanto quella del regno, ma della santità, con l’aureola. Non faranno notizia, però sono sempre più protagonisti di saggi, biografie, devozione.






