Dopo la sparatoria di Nardò in cui un uomo è rimasto ferito alla gamba sono stati rintracciati e arrestati il 41enne che ha esploso il colpo e il figlio di 15 anni. Si erano rifugiati a Gallipoli, paese d’origine dell’uomo che ieri sera, in via Pompiliano a Nardò, ha ferito un 50enne del posto che era sceso dal suo appartamento per sedare una violenta lite fra l’aggressore e la sua ex moglie.
Un litigio scatenato da una lunga questione anche legale per l’affidamento del figlio di soli sette anni e per il quale ci sarebbe stata l’udienza il prossimo 19 gennaio. Padre e figlio sono finiti in manette per il tentato omicidio aggravato. L’aggressione si è verificata intorno alle 17.30 a ridosso della zona 167 dove sorge la palazzina di due piani nel cui androne il 41enne di origine gallipolina ha esploso il colpo di pistola, una Beretta calibro 7,65 con matricola abrasa, sequestrata insieme a 73 cartucce. Recuperati anche gli indumenti e il casco indossati durante la fuga, oltre alla moto.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo si era recato sotto casa dell’ex moglie per questioni familiari. Con lui anche il figlio maggiore, un adolescente di 15 anni che avrebbe accompagnato e seguito il padre in tutte le fasi dell’agguato. La discussione, nata all’esterno dell’abitazione, è degenerata ma la giovane donna non è mai rimasta sola perché con lei c’erano una coppia del posto e un conoscente, proprio il 50enne intervenuto per difenderla e poi rimasto ferito ad un piede. Durante la discussione, molto animata e condita da improperi, insulti e bestemmie, il 41enne ha estratto una pistola e subito dopo l’esplosione l’uomo è fuggito insieme al figlio quindicenne, allontanandosi entrambi a bordo di una moto di grossa cilindrata. La lite sarebbe stata generata dalla richiesta dell’uomo di avere con sé anche il figlio più piccolo, di soli sette anni, e che ha assistito a tutta la scena. L’allarme ha fatto scattare immediatamente l’intervento del commissariato di Nardò. Le ricerche si sono estese anche fuori città e, grazie al tracciamento dei telefoni cellulari, hanno condotto gli agenti fino a Gallipoli. Padre e figlio sono stati rintracciati nella loro abitazione e arrestati con le accuse di tentato omicidio aggravato in concorso, porto di arma clandestina e detenzione illegale di munizioni. Il ferito è ricoverato in ospedale e i medici stanno valutando le sue condizioni poiché il proiettile avrebbe causato anche la frattura dell’osso.







