Quando Prometeo rubò il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini, sull’Olimpo si decise evidentemente di punire i mortali portandosi via la loro ragione affascinandoli con le fiamme fino ad autodistruggersi. Solo nella mitologia può infatti rinvenirsi la pervicace vena di follia che si manifesta nella notte più festosa e più colorata dell’anno, quella dei botti e dei fuochi pirotecnici, quella delle micce corte e degli effetti devastanti, che sull’altare pagano reclama il suo tributo di dita, occhi, mutilazioni e a volte anche vite immolate per il futile effetto inebriante di pochi esplosivi secondi. Il ventiquattrenne che ha visto tranciarsi tre dita per uno scoppio, e che dopo essere stato medicato e dimesso dall’ospedale ha pensato di bissare l’impresa perdendo un occhio e riportando ferite al volto, è la prova vivente della stupidità umana nell’autolesionismo e la negazione del principio che il fulmine non cade mai due volte nello stesso punto. L’idiozia tende a perpetuarsi perché la mamma del cretino è sempre incinta, e l’acquisto di bombe e petardi sempre più sofisticati e sempre meno controllati nella Cina che ha inventato la polvere da sparo e tutto quello che ne consegue, è una moda che nessuna ordinanza sindacale di divieto è mai riuscita a disinnescare.
La follia di farsi male coi botti di capodanno | Libero Quotidiano.it
Quando Prometeo rubò il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini, sull’Olimpo si decise evidentemente di punire i mortali portandosi v...






