Dopo due anni di assenza, nel cielo del 2026 tornano le eclissi mentre il Sole ancora irrequieto potrebbe regalare spettacolari aurore polari, oppure provocare tempeste geomagnetiche; nel frattempo, i pianeti giganti del Sistema Solare saranno nelle condizioni di perfetta visibilità e 13 Lune piene sono pronte a una staffetta.
Il cielo del nuovo anno si annuncia vivace fin dall'inizio, quando il 3 gennaio sarà salutato dalla prima delle sue tre Superlune. Brillante e in apparenza più grande perché si troverà nel punto della sua orbita più vicino alla Terra, con la sua luce la Luna piena ruberà la scena alle prime stelle cadenti dell'anno, le Quadrantidi, che in condizioni normali sono capaci di regalare decine di meteore l'ora.
Nel corso dell'anno ci sanno comunque condizioni migliori per osservare altri sciami di meteore, come le Liridi che sfrecceranno nel cielo il 22 e 23 aprile, "visibili nonostante una luna crescente che però tramonterà di prima sera, lasciando poi il cielo libero", rileva l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile scientifico del Virtual Telescope. "Eccezionale, invece, sarà l'annata delle Perseidi, che il 12 agosto, che insomma saliranno in scena con la Luna nuova, quindi non ci sarà nessuna interferenza lunare", prosegue Masi. Un altro sciame celebre, quello delle Orionidi, il 21 ottobre sarà disturbato dalla Luna, mentre quello delle Geminidi, il cui picco è atteso il 13 dicembre, sarà" in condizioni molto buone, visto che - rileva l'astrofisico - ci sarà appena una falce di luna che tramonterà in fretta di primissima sera".










