Lo hanno rifatto. A sinistra si sono di nuovo scagliati contro chi guadagna 2.500 euro al mese, colpevole di incassare quei pochi spiccioli che il governo, dopo tre anni di generosi aiuti ai redditi bassi, ha deciso di infilare nelle loro tasche. Sì, nella raffica di accuse sparacchiate un po’ a casaccio alla Camera contro la manovra Elly Schlein lo ha ridetto: «Aiuta i ricchi». Dove per ricchi si intendono gli italiani che guadagnano tra i 28mila e i 50mila euro (e che versano una quota assai rilevante del gettito complessivo) a cui la legge di bilancio taglia di due punti percentuali l’aliquota Irpef del 35%. Guadagno stimato, parola di Istat, meno dell’1% del reddito familiare.
Basterebbe questo per decretare la definitiva uscita del Pd dal mondo reale, quello dove il ceto medio si spacca la schiena tutti i giorni per portare a casa lo stipendio. Ma non è tutto. Perché oltre a non essere ricchi, i cittadini veramente aiutati dal governo di centrodestra in questi anni non sono neanche loro. L’accusa della Schlein, come ha spiegato Giancarlo Giorgetti, «è assolutamente falsa». E non è il ministro dell’Economia a dirlo, ma «i documenti dell'Ufficio parlamentare di bilancio e della Banca Centrale Europea» secondo cui, ha detto, «lo sforzo che abbiamo fatto è uno sforzo che si concenBankitalia e pure dall’Inps, secondo cui gli interventi del governo sui salari bassi hanno ampiamente compensato l’inflazione, proteggendo il potere d’acquisto.






