Per sessant’anni Warren Buffett è stato molto più di un amministratore delegato: è stato il volto, la voce e la filosofia stessa di Berkshire Hathaway. Dal 1965, quando prese il controllo di una piccola società tessile in declino, Buffett ha costruito uno dei conglomerati più potenti del capitalismo globale, trasformando un investimento iniziale in una macchina capace di generare valore con una costanza mai vista a Wall Street. Ora, a 95 anni, compie il passo che per decenni aveva preparato: cede le redini operative dell’azienda.

Proprio così, questo 2026 finanziario si apre con un passaggio di consegne che non può non far notizia. Per cosa ha rappresentato Buffett, le sue intuizioni, il suo fiuto. Un passaggio di consegne che segna la fine di un’epoca, ma non una rottura. Da oggi, 1 gennaio 2026, il ruolo di amministratore delegato passa nelle mani di Greg Abel, manager cresciuto all’interno del gruppo e indicato da tempo come successore designato. Abel è entrato in Berkshire nel 2000 con l’acquisizione di MidAmerican Energy, oggi Berkshire Hathaway Energy, ed è diventato negli anni l’architetto della gestione delle attività non assicurative del conglomerato.

Va detto che Buffett non lascia davvero la scena. Resterà presidente del consiglio di amministrazione e continuerà a frequentare ogni giorno gli uffici di Omaha, mantenendo un ruolo attivo di supporto e supervisione. Accanto ad Abel, il vicepresidente Ajit Jain continuerà a guidare le attività assicurative, pilastro storico del gruppo, mentre la struttura manageriale costruita negli anni rimarrà sostanzialmente invariata.