Il taglio cesareo era stato anche programmato dopo un’ecografia eseguita alcune settimane prima. A pochi giorni dal lieto evento, però, si è consumata la tragedia: ricoverata in ospedale per delle forti contrazioni, la futura mamma ha scoperto che la bimba che aveva in grembo non respirava più. Una coppia di Racale (comune in provincia di Lecce), lei e lui entrambi 42enni, ha deciso di sporgere denuncia per accertare cause e responsabilità sulla morte di Anna Maria, il nome che i genitori avevano deciso di darle, deceduta il 19 maggio 2025 all’ospedale di Tricase.

Solo cinque giorni prima - il 14 maggio - la madre aveva eseguito un’ecografia, alla presenza del marito, al Vito Fazzi di Lecce alla 36esima settimana di una gravidanza ritenuta “ad alto rischio”. Nonostante ancor prima di sottoporsi all’esame, la paziente avesse fatto presente al medico di accusare forti dolori alla pancia e alla schiena, la specialista avrebbe risposto in modo brusco: “Stai zitta, adesso facciamo l’esame”. Nel corso dell’ecografia, la coppia avrebbe notato delle macchie rosse al video ma alle richieste di spiegazioni sempre la stessa ecografa avrebbe replicato “di stare zitti perché altrimenti avrebbe fatto uscire fuori il marito”.