L'Fbi lascia la sua storica sede a Washington.

Dopo anni di critiche e polemiche, gli agenti si trasferiscono dall'edificio J. Edgar Hoover all'ex sede dell'Usaid, l'agenzia per lo sviluppo recentemente smantellata da Donald Trump, avvicinandosi così fisicamente al Dipartimento di Giustizia e alla Casa Bianca.

"Dopo più di 20 anni di tentativi, abbiamo finalizzato un piano per chiudere definitivamente l'attuale sede e trasferire la forza lavoro in una struttura più sicura e moderna", ha annunciato il capo dell'Fbi. Poco dopo l'elezione di Donald Trump nel 2024, Kash Patel aveva assicurato che avrebbe chiuso il 'J. Edgar Hoover' e lo avrebbe trasformato nel "museo del deep state". L'edificio storico, con il suo stile brutalista, è da anni oggetto delle critiche di Trump che lo ha più volte definito il più brutto della capitale. La lista dei critici è comunque lunga e include anche lo stesso Hoover, il primo capo dell'Fbi al quale è intitolato. E' una delle "maggiori mostruosità mai costruite nella storia di Washington", disse.

L'Fbi vi si trasferì nel 1975. Da allora però la struttura ha mostrato limiti evidenti nella capacità di rispondere alle esigenze degli agenti. Una delle ipotesi inizialmente valutata era il trasferimento della sede in Maryland, che si era assicurato il via libera al progetto nel 2023. Ma Trump ha bloccato l'iniziativa, convinto che la nuova sede dovesse essere più vicina a Washington e, soprattutto, non in uno stato liberal. Senza contare i cinque miliardi di costi del progetto e la tempistica, con la nuova sede non aperta prima del 2035.