Una cuffia da indossare, seduti sul divano di casa, per trattare la depressione. Non è un’improbabile promozione, ma è il risultato dell’approvazione della FDA, l’agenzia responsabile della regolazione della salute pubblica americana che, più di ogni altra, influenza l’agenda sanitaria globale: è arrivato l’ok per l’uso di un dispositivo portatile, pressoché privo di effetti collaterali, come terapia per la depressione, da fare a domicilio.
Depressione, classificati per la prima volta gli effetti collaterali dei farmaci
La cuffia FL-100, prodotta dall’azienda svedese Flow Neuroscience, si indossa come un cerchietto ed è dotata di due spugne che rimangono all’altezza della fronte per il tempo del trattamento – mezz’ora al giorno per 10 settimane, cinque giorni a settimana - così da stimolare, attraverso il passaggio di un’impercettibile corrente elettrica, un’area cerebrale specifica, la corteccia prefrontale dorsolaterale, nota per essere coinvolta nei disturbi dell’umore e, appunto, nella depressione. Un collegamento remoto serve ad attivarla e a garantirne il corretto posizionamento e funzionamento, tramite un’app che si scarica sullo smarphone.
Un approccio antico
Semplice e allo stesso tempo rivoluzionario. Alla base di questo approccio c’è un concetto antico: la corrente come tecnica terapeutica (veniva già usata ai tempi dell’antica Roma grazie ad anguille e razze elettriche). Nella versione attuale, nota come tDCS (stimolazione transcranica con corrente continua), l’intensità della corrente è estremamente bassa e non serve scomodare i pesci elettrici. Studiata da oltre 25 anni, la tDCS viene utilizzata per il trattamento di diverse patologie, come disturbi dell’umore e disturbi alimentari. E’ una tecnologia che si inserisce nel filone delle terapie complementari ai farmaci, o potenzialmente sostitutive, con l’obiettivo di ridurre, quando è possibile, alcuni scomodi effetti collaterali. Inoltre, sono stati evidenziati benefici a lungo termine, soprattutto per persone con disturbi psichiatrici.






