Tra tasse e contributi, nei primi dieci mesi dell’anno, nelle casse dello Stato sono entrati 29 miliardi in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si tratta di un aumento del 4,2 per cento, derivato da un incremento delle entrate tributarie di 8,5 miliardi, con una variazione dell’1,8 per cento sul 2024, e di quelle contributive di 20,9 miliardi, con un balzo del 9,5 per cento sempre rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Ma come mai le entrate dell’Inps corrono più di quelle del Fisco? Oltre al buon andamento dell’occupazione c’è un motivo tecnico. Quest’anno sono entrate in vigore le norme che hanno trasformato il vecchio taglio di 7 punti del cuneo contributivo (vale a dire uno sconto sui versamenti all’Inps) in una riduzione del cuneo fiscale, ossia un aumento delle detrazioni Irpef sul lavoro dipendente. Una voce che, dunque, va ad incidere sia sugli incassi del Fisco, riducendoli, che su quelli dell’Inps, aumentandoli.

Ma vediamo in dettaglio come sono andate voce per voce le entrate fiscali. In flessione sono risultati i versamenti in autoliquidazione dell’Irpef (-1.9 miliardi, pari a una riduzione del 13,2 per cento). Il gettito dell’Ires è stato pari a 33,3 miliardi (con un decremento di 1,2 miliardi, ossia il 3,5 per cento). Positivi sono invece risultati gli andamenti dell’imposta sostitutiva sui redditi nonché sugli interessi e altri redditi di capitale (2,4 miliardi, +15,2 per cento), dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (1,76 miliardi) e dell’imposta sostitutiva sul valore attivo dei fondi pensione (1,23 miliardi), in particolare le ultime due voci riflettono l’andamento favorevole del risparmio gestito nel 2024 che ha registrato sia una crescita significativa del numero delle posizioni gestite in essere rispetto al 2023, sia una elevata redditività degli investimenti. Tra le imposte indirette, le entrate dell’Iva hanno contribuito con 141,2 miliardi di euro ( in aumento di 4,1 miliardi, il 3,0 per cento). Di questi, 125,6 miliardi (+3,95 miliardi, +3,3 per cento) sono arrivati dalla componente relativa agli scambi interni; gli altri 15,6 miliardi (+155 milioni di euro, 1,0 per cento) dal prelievo sulle importazioni. In aumento anche il gettito dell’accisa sui prodotti energetici, dei loro derivati e dei prodotti analoghi (oli minerali), che hanno registrato un incremento di 436 milioni di euro, pari al 2,1 per cento. Le entrate di lotterie e altre attività di gioco si sono ridotte a 5,46 miliardi con una diminuzione di 143 milioni di euro (-2,6 per cento) rispetto all’analogo periodo dello scorso anno.