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Le forze armate cinesi hanno cominciato lunedì una nuova esercitazione militare attorno a Taiwan, un’isola che si governa autonomamente e in modo democratico, ma che la Cina rivendica come propria. L’esercitazione si chiama “Missione giustizia 2025” e come nei casi precedenti prevede che le forze cinesi si piazzino in alcuni punti intorno all’isola, per circondarla. Le esercitazioni di questo tipo sono simulazioni di una possibile attività di guerra, e secondo le analisi militari questo è il modo in cui la Cina potrebbe attaccare davvero Taiwan: circondandola con un blocco navale e aereo, in modo da strangolare la sua economia e impedire soccorsi dall’esterno.

Quelle in corso sono le prime esercitazioni di questo tipo da aprile e dureranno almeno fino a martedì, quando i mezzi cinesi dovrebbero cominciare a usare vere munizioni.

Avvengono dopo due importanti eventi esterni. Il primo è una grave disputa diplomatica tra Cina e Giappone cominciata a novembre, quando la prima ministra giapponese Sanae Takaichi aveva detto che se la Cina dovesse invadere Taiwan il Giappone potrebbe considerare l’attacco come una «minaccia esistenziale», e rispondere militarmente. Il secondo evento esterno è l’annuncio di una grossa vendita di armi degli Stati Uniti a Taiwan, per un totale di 11,1 miliardi di dollari, che la Cina ha condannato come una minaccia alla propria sovranità.