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Ultimo aggiornamento: 19:18
“L’attentatore di Charlie Kirk si chiama Gustavo Lafessa”. Il 10 settembre scorso, l’attivista di ultra destra Charlie Kirk viene ucciso con una fucilata sparata a distanza durante un incontro pubblico nello Utah, Stati Uniti. La comunità denominata Twitter Calcio butta in pasto al web un nome inventato. Questa informazione viene rilanciata da due influencer americani. A riprendere questa “informazione” è Wikipedia indonesiano e Grok, il sistema di intelligenza artificiale di Elon Musk utilizzato sulla piattaforma social X.
Così, in pochi minuti, è stata fabbricata una notizia fasulla. Il 2025 che sta per concludersi è stata una annata prolifica per le fake news, grazie all’irruzione dell’intelligenza artificiale. Il dato emerge dall’analisi di Socialcom assieme alla piattaforma Socialdata; tra bufale e leggende metropolitane dilagate in special modo su Instagram e TikTok si arriva a contare 280mila post e circa 90 milioni di interazioni online.
La stessa Socialcom sulla sua pagina fornisce una lettura del fenomeno: “Il primo dato è il ruolo determinante dell’AI: non solo uno strumento in più, ma un moltiplicatore di credibilità. Video e immagini generate artificialmente — come il caso del ‘canguro da supporto emotivo’ bloccato in aeroporto — riescono a superare le difese critiche degli utenti perché parlano il linguaggio nativo dei social: emozionale, immediato, visivo. Non siamo più davanti a testi palesemente inventati, ma a scene che ‘potrebbero essere vere’, soprattutto se viste senza audio, senza contesto o in mezzo a uno scroll continuo. È qui che nasce una nuova generazione di fake news, più sofisticata, più difficile da smontare, e quindi più pericolosa”.







