Se non fosse Ilaria Salis, qualcuno parlerebbe pure di "garantismo". Ma il soggetto è noto, così come le sue posizioni sulle questioni pro-Pal e Gaza e dunque non stupisce, purtroppo, la sua dichiarazione sulla inchiesta genovese che ha portato all'arresto di Mohammad Hannoun e altre 8 persone, tutte sospettate di aver messo in piedi in Italia una gigantesca macchina di finanziamento ad Hamas mascherata dietro una fitta rete di associazioni benefiche e solidali.
Il 70% dei fondi raccolti per i palestinesi e i cittadini di Gaza, si legge nelle carte, sarebbe invece finito direttamente nelle tasche dei terroristi palestinesi, per alimentare la macchina bellica dei jihadisti.
La polemica è diventata ben presto politica, dal momento che dal Partito democratico al Movimento 5 Stelle fino ad Alleanza Verdi e Sinistra tanti esponenti delle opposizioni in questi mesi hanno sposato le battaglie e le iniziative di Hannoun. Oggi, Laura Boldrini e Nicola Fratoianni, per fare due esempi, prendono goffamente le distanze limitandosi a dire che "la fotografia me l'ha chiesta lui" (Boldrini) o "Non è mio amico, gente come lui tradisce i palestinesi", Fratoianni). Ma non è il caso della Salis, che mantiene intatto il suo orgoglio pro-Pal.












