Inevitabilmente Kosta Runjaic era stato posto sul banco degli imputati dopo la debacle con la Fiorentina, per molti era stato ritenuto il principale colpevole per la resa incondizionata dei bianconeri che hanno scritto una delle pagine più desolanti della storia ultracentenaria dell'Udinese tanto da far apparire i viola come una delle squadre più forti in assoluto.

Ora il tecnico tedesco viene pienamente riabilitato come tutta l'Udinese protagonista di una solida prestazione contro la Lazio che è compagine più forte della Fiorentina, tatticamente tra le migliori. Runjaic, nel momento più delicato della stagione (bissare l'atteggiamento e il risultato di Firenze avrebbe significato aprire la crisi), si è rivelato anche abile psicologo responsabilizzando in toto la formazione scesa in campo al "Franchi" nel turno precedente (tranne ovviamente il portiere, Okoye, squalificato e sostituito degnamente dal quarantenne Padelli), ha puntato sullo spirito di rivalsa dei suoi dando loro ad ognuno la possibilità di farsi perdonare come puntualmente si è verificato.

Non è che sabato l'Udinese abbia ripetuto la scintillante prestazione fornita contro il Napoli tanto da far sembrare ben "poca cosa" l'undici di Antonio Conte, sia chiaro, ma è emerso quel carattere, quell'atteggiamento che devono sempre essere compagni di viaggio dei bianconeri per mettere finalmente la parola fine ai continui alti e bassi. Un'Udinese che ha saputo essere umile, che ha indossato il sajo, che ha sofferto, che non voleva assolutamente perdere tanto che dopo aver subito la rete della Lazio per la più sfortunata delle giocate da parte di Solet sino a quel momento tra i migliori, le ha provate tutte pur di non affogare.