Tra i premi annunciati ai TikTok Awards Italia, ce n’è uno che parla di cibo, condivisione e inclusione. È quello assegnato a Kiné Ndoye, cuoca e star di Tik Tok, come Voice for Change: un riconoscimento che intercetta una trasformazione più ampia. Ovvero che il racconto del mondo, anche enogastronomico, viaggia su canali sempre nuovi. E che le voci giovani esistono, basta saperle cercare.

La storia

Kiné ha 28 anni, 2,6 milioni di follower, ed è arrivata in Italia da Dakar a 13 anni. E nell’era digitale e nei suoi mezzi di comunicazione ha trovato la sua voce. Voce che parla la lingua della Gen Z, ma che racconta la sua storia anche attraverso il cibo. L’alimentazione non è vista come medaglia generica tra il folkloristico e il fake, ma come pratica quotidiana, come gesto concreto capace di raccontare appartenenze multiple senza semplificarle.

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Nei suoi contenuti il cibo non è mai trattato come performance gastronomica. Non ci sono estetizzazioni fini a se stesse. Ci sono piatti cucinati e mangiati, ingredienti riconoscibili, abitudini domestiche che mettono in relazione il Senegal, l’Italia e un’idea di cucina come spazio condiviso e condivisibile. Il cibo, questa è la sensazione che si ha frequentando i suoi social, diventa un modo per parlare di famiglia, memoria, adattamento, sguardi esterni. È da qui che passa gran parte del suo lavoro: da ciò che finisce nel piatto prima ancora che nel discorso.