BOLOGNA – La sanità modenese è in lutto per la morte di Stefano Tondi, 69 anni, direttore della Cardiologia dell’ospedale Civile, in congedo dopo un gravissimo incidente. “Professionista stimato da tutti per le sue grandi doti cliniche e umane, per anni punto di riferimento per i pazienti e i colleghi”, scrivono in una nota l’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena, l’Ausl di Modena e l’ospedale di Sassuolo. La sua scomparsa “è una vera tragedia. Stefano è stato un professionista capace di unire grandi competenze cliniche e doti non comuni di umanità che ha applicato alla sua missione senza mai risparmiarsi”, scrvono Luca Baldino (direttore Aou Modena), Mattia Altini (direttore Asl Modena) e Stefano Reggiani (direttore ospedale Sassuolo). “Lascia un vuoto difficilmente colmabile in tutti noi”. I colleghi della Cardiologia dell’ospedale Civile, medici e personale delle professioni sanitarie, descirvono “un collega con un alto profilo professionale e umano. Un direttore che è sempre rimasto un punto di riferimento costante, aperto al confronto e al dialogo con tutti noi dell’equipe della cardiologia”.

Tondi era nato a Bologna e si era laureato a Modena in Medicina e Chirurgia, specializzandosi in Cardiologia, e Anestesia e Rianimazione. Ha lavorato nell’ospedale di Sassuolo e all’ospedale civile Sant’Agostino di Modena. Era diventato direttore della Cardiologia nel 2014. Due anni dopo, nel 2016, fu vittima di una gravissima aggressione: un uomo, per questioni sentimentali, poi condannato a otto anni, gli gettò della soda caustica negli occhi causandogli danni molto gravi. Lo scorso anno, invece, il primario è stato vittima di una caduta con serie conseguenze a livello di salute.