Scontro nello spogliatoio dell'Inter? Le parole su Davide Frattesi, pronunciate con toni allusivi e carichi di non detto, aprono più di un interrogativo su un possibile attrito interno tra allenatore e giocatore. È da qui che riparte il racconto di Cristian Chivu, alla vigilia della trasferta contro l’Atalanta di Palladino, ultimo impegno prima della chiusura di un 2025 vissuto tra alti e bassi.
L’eliminazione in Supercoppa ai rigori, il primato in Serie A tutt’altro che solido e una squadra ancora in fase di definizione: il tecnico nerazzurro fa il punto in conferenza stampa, tra bilanci e prospettive. Chivu prova a spiegare a che punto sia il lavoro della sua Inter: “Non parlo di me stesso, ma della squadra e della società, di quello che abbiamo vissuto in questi mesi. Sono stati mesi difficili all’inizio, per il vissuto e la fine della scorsa stagione, ma abbiamo fatto di tutto per rimetterci sulla strada della competitività. Abbiamo lavorato sodo, lasciando alle spalle la delusione del passato, le nostre mancanze, ci siamo messi in carreggiata e abbiamo provato ad aggiungere cose che servivano a questo gruppo dal punto di vista tattico e mentale.”
Un percorso ancora incompleto, come sottolinea lo stesso mister: “Non siamo perfetti ma stiamo cercando di migliorare gli aspetti che a volte indirizzano l’andamento di una stagione. Abbiamo fatto buone cose, altre meno, stiamo cercando di toglierci difetti sia collettivi che individuali. Anche se siamo a dicembre dire che è un cantiere aperto non è facile, ma la realtà è che una squadra che vuole essere competitiva debba mantenere le proprie ambizioni”, rimarca Chivu.








