Il governo ha sbloccato ieri al Cipess oltre 70 miliardi per sostenere l'export e l'internazionalizzazione delle imprese. E proprio dal fronte del commercio con l'estero extraUe arriva una buona notizia per il sistema Italia: vendita l'avanzo della nostra bilancia fuori dai confini europei. A novembre di quest'anno era pari a 6.918 miliardi contro i 5.358 miliardi registrati nello stesso mese del 2024. Il deficit energetico, nello stesso lasso di tempo, è sceso di un miliardo (a 3.152 miliardi), l'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici è salito di mezzo miliardi (a 10.070 miliardi).
Non a caso Matteo Zoppas, presidente dell'Ice, ha ricordato: «L'extra Ue vale circa il 50 per cento delle esportazioni». Un dato che dimostra quanto il made in Italy - dopo il crollo degli acquisti dalla Germania - sta conquistando canali di sbocco alternativi, come i ricchi mercati del Medio Oriente.
Fin qui le luci. Perché gli ultimi dati sul commercio estero extra Ue diffusi ieri dall’Istat scontano - come ha sintetizzato Zoppas - un certo grado di «volatilità». A novembre, rispetto al mese precedente le esportazioni sono risultate stazionarie, mentre a livello annuo c’è stato un calo del 3,3 per cento. Calano in maniera più fragorosa l’import: -7,4 per cento a livello congiunturale, -11,3 tendenziale.






