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È passato più di un mese dalle elezioni regionali che si sono tenute in Puglia fra il 23 e il 24 novembre, ma in alcune circoscrizioni si stanno ancora contando i voti. Di conseguenza i risultati che sono stati diffusi dal ministero dell’Interno sono ancora ufficiosi, anche se la vittoria di Antonio Decaro è certa e la ripartizione dei 50 seggi in consiglio regionale difficilmente cambierà, a meno di sorprese (anche se ballano una manciata di voti e potrebbero cambiare le persone elette da ciascuna lista).
Secondo chi si sta occupando dello scrutinio queste lentezze sono dovute a errori nei verbali compilati ai seggi, e più in generale alla complessità della legge elettorale pugliese.
Lo scrutinio delle schede inizia subito dopo la chiusura del voto, e alla fine delle operazioni ogni seggio è tenuto a compilare i verbali con i risultati. Una copia dei verbali viene inviata al comune nel quale si trova il seggio, e un’altra è mandata al tribunale di ciascuna provincia, che controlla la correttezza dei dati. Infine i tribunali li trasmettono all’ufficio centrale elettorale presso la corte di appello di Bari, il capoluogo di regione, che fa la somma dei voti e proclama ufficialmente il presidente e i consiglieri.






