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La premier soddisfatta: "Operazione davvero complessa". La maggioranza contro chi sta comprendo gli amici di Hamas

Finta beneficenza per finanziare Hamas. In un tranquillo sabato post-natalizio la notizia deflagra potente nei palazzi della politica, facendo scattare l'indignazione del centrodestra e molti imbarazzati silenzi in buona parte dell'opposizione. La maggioranza vede confermati i propri sospetti, il Pd cerca di barcamenarsi e i Cinque Stelle non nascondono un certo scetticismo: chiedono altre prove. L'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Genova provoca una raffica di reazioni soprattutto sul fronte governativo. Giorgia Meloni esprime "apprezzamento e soddisfazione per l'operazione, di particolare complessità e importanza", ringraziando Procura, forze dell'ordine e servizi di intelligence per aver smantellato quella che gli investigatori definiscono la cellula italiana di Hamas. Toni analoghi arrivano dai presidenti delle Camere e da numerosi esponenti dell'esecutivo, che parlano di un segnale chiaro: in Italia, sostengono, non c'è spazio per chi fiancheggia il terrorismo né per chi utilizza la solidarietà come copertura per attività criminali. Antonio Tajani, vice premier e ministro degli Esteri, questo è un segnale per i professionisti dell'odio. Sulla stessa linea Matteo Salvini: "In Italia ci sono milioni di fenomeni che dovrebbero chiedere scusa". Per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano l'operazione rappresenta "un unicum a livello europeo nel contrasto al terrorismo di matrice islamista e in particolare al terrorismo di Hamas". Molto dura la ministra Eugenia Roccella, che invita a prendere atto che la politica dell'ambiguità e dell'acquiescenza verso derive violente e antisemite non ha nulla a che vedere con la vicinanza alle sofferenze civili. "Giocare col fuoco dell'antisemitismo, della violenza pro-Pal e dell'estremismo islamista conclude significa portare acqua al fiume del terrorismo".