VERONA - Una guerra tra luminari? Anzi, tra luminari veneti? Da una parte Andrea Crisanti e Ilaria Capua, dall’altra Giorgio Palù? A mettere in fila le cronache delle ultime ore parrebbe proprio di sì. Facile che tra questi professoroni ci fossero già, se non ruggini, quantomeno diversità di vedute, fatto sta che a far deflagare l’accademico conflitto (ma c’è anche una “indagine esplorativa” della Procura della Repubblica di Verona) è stata una vicenda tutta veneta e per la precisione scaligera: la nomina a professore ordinario di Riccardo Nocini, figlio dell'ex rettore Pierfrancesco, avvenuta poco dopo il termine del mandato di quest'ultimo, su cui era intervenuto con una interrogazione parlamentare il senatore del Pd Andrea Crisanti.
Il virologo aveva chiesto di verificare «i requisiti di compatibilità», «l'effettivo contributo del dottor Nocini relativamente a tutti gli articoli scientifici pubblicati» e «di sospendere in via precauzionale la sua nomina a professore ordinario». A questa vicenda se ne era aggiunta un’altra, relativa non a concorsi, ma ai nuovi sistemi di accesso alla facoltà di Medicina. E a tal proposito la professoressa Ilaria Capua, virologa di fama internazionale ma fortemente legata a Padova, dove ha conseguito il dottorato di ricerca e svolto parte della sua carriera, aveva demolito la riforma: «Chi ha predisposto il test non conosce la preparazione dei nostri ragazzi».






