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Nella notte fra giovedì e venerdì gli Stati Uniti hanno compiuto un bombardamento aereo contro lo Stato Islamico (o ISIS) nello stato di Sokoto, nel nord-ovest della Nigeria. L’attacco è stato compiuto in accordo con il governo nigeriano, e al momento ci sono pochissime informazioni sulle sue conseguenze: per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato «potente e mortale», e l’esercito statunitense ha detto di avere ucciso «diversi» terroristi, ma non è chiaro quanti.

Da settimane Trump stava accusando l’ISIS di attaccare le comunità cristiane del paese, e il mese scorso aveva ordinato al dipartimento della Difesa di prepararsi a intervenire militarmente in Nigeria con l’obiettivo esplicito di proteggerne la popolazione cristiana (a settembre l’amministrazione aveva cambiato il nome del dipartimento in dipartimento della Guerra). Il governo nigeriano però ha cercato di smorzare la dimensione religiosa dell’attacco, che peraltro è stato compiuto nella notte di Natale.

Nelle sue dichiarazioni ufficiali ha parlato più genericamente di un’operazione contro un gruppo terrorista che attacca la popolazione civile, e che «non ha niente a che fare con una specifica religione».