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Ultimo aggiornamento: 15:27
Si aggrava l’epidemia di chikungunya in corso a Cuba. Secondo i dati diffusi dalle autorità sanitarie, i decessi registrati sono 34, a cui si aggiungono i 38 legati però alla dengue. Il numero complessivo dei contagi da chikungunya ha raggiunto quota 47.003 casi, di cui 1.652 confermati tramite test e oltre 45mila classificati come sospetti clinici. Nel bollettino quotidiano trasmesso dalla televisione di Stato, la vice ministra della Salute pubblica Carilda Peña García ha riferito che la trasmissione del virus interessa tutte le 15 province dell’isola e il municipio speciale, con 132 municipi e 241 aree sanitarie coinvolte. Tra i più colpiti i giovani. Dei 36 pazienti ricoverati in terapia intensiva, 24 sono in condizioni gravi e 12 in stato critico, in larga parte “minori di 18 anni, inclusi neonati e adolescenti”.
I numeri di Cuba rientrano in una statistica epidemiologica nota. “La chikungunya è una patologia che normalmente è benigna, però in alcuni casi la patologia può essere grave, soprattutto nelle persone anziane o in bambini piccoli o in persone immunodepresse”, spiega Federico Gobbi, direttore del dipartimento di malattie infettive e tropicali dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona) e professore associato di Malattie infettive all’Università di Brescia. “Anche i dati di Cuba lo confermano: siamo a circa 50 decessi su 50mila casi e quindi abbiamo una mortalità intorno a 1 su 1000, che è quella classica della patologia. Per cui non è una patologia normalmente grave, però in alcuni casi purtroppo può portare il paziente al decesso”, aggiunge.






