TREVISO - «Ho sempre immaginato il mio matrimonio con papà che mi accompagna verso l'altare e mamma che mi attende insieme ai parenti in lacrime. Ma quando si è ammalata, il mio sogno è diventato un incubo». Tanto che per Sara Fabris, 27enne di Marghera, l'idea che mamma Federica Maso potesse vederla con l'abito bianco, era quasi del tutto naufragata. Fino a quando, dopo il ricovero alla Casa dei Gelsi e nuove cure, le condizioni di salute della 58enne le hanno permesso una breve tregua, per stare seduta su una carrozzina e vederla felice accanto al marito.
«Quando ho saputo che stava un po' meglio, ho organizzato tutto in cinque giorni nell'hospice, così da non doverla spostare», racconta la giovane, che ha coronato il suo sogno domenica 31 agosto. Due settimane dopo, Federica non c'era più.
E ora che è Natale, il ricordo di quel giorno di festa, riaffiora nella mente della famiglia. «Mamma ha scoperto di avere un tumore a giugno dello scorso anno, ma dopo un'operazione andata a buon fine, sembrava che tutto fosse andato per il meglio - continua Sara - e invece a febbraio di quest'anno, la situazione è precipitata e a me e papà è stato comunicato che non ci sarebbe stato più nulla da fare». E anche l'idea del matrimonio, che aveva iniziato a fare capolino, per la giovane aveva iniziato a non avere più senso, come scrive in una lettera che ripercorre quel periodo. «Non riuscivo più ad immaginarlo; avevo persino minacciato il mio compagno Jacopo di non provare mai più ad affrontare il discorso e di non sognarsi mai di fare la proposta perché senza la mia mamma non aveva più senso. Tutto ciò non lo volevo più. Era troppo doloroso e troppo vuoto».






