La partenza è prevista per luglio 2026. L'arrivo nel 2035. Arriva una nuova rottamazione delle cartelle (la versione numero 5) per regolarizzare i debiti contratti con il fisco e mai regolati. Oppure onorati ma solo in parte. La manovra messa nero su bianco dal governo apre le porte della Rottamazione quinquies, una nuova definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione, che riguarderà le cartelle dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
Potrà aderire solo chi ha presentato la dichiarazione ma ha omesso il pagamento, mentre sarà escluso chi non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi e anche chi è stato oggetto di accertamento. «Non è un condono per coloro che hanno fatto i furbi non dichiarando», ha messo in chiaro il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti. Il debito potrà essere corrisposto in un'unica soluzione oppure potrà essere rateizzato su 9 anni con 54 rate bimestrali (con un tasso annuo ridotto dal 4, inizialmente previsto, al 3 per cento) tutte di pari importo. Non è prevista alcuna rata minima iniziale: è stata accantonata infatti l'ipotesi di fissarla a 100 euro.
La sanatoria è stata costruita ad ampio spettro. Potranno infatti aderire alla misura anche i tributi relativi agli enti locali, come ad esempio multe, Imu e Tari. La rottamazione quinques è piuttosto conveniente. Come già per le rottamazioni precedenti, il contribuente potrà infatti estinguere i debiti, versando unicamente le somme dovute a titolo di capitale e quelle maturate a titolo di rimborso spese per le procedure esecutive e per i diritti di notifica. Non sono invece da corrispondere le somme dovute a titolo di interessi iscritti a ruolo, sanzioni, interessi di mora e aggio. Dal beneficio si decade dopo due rate non pagate - anche non consecutive - ma con un meccanismo maggiormente punitivo rispetto alla Rottamazione quater: il debito residuo non sarà infatti rateizzabile e dovrà essere a quel punto corrisposto in un'unica soluzione.






