MESTRE (VENEZIA) - Alle due del mattino, quando ormai era già Natale, è esploso il primo botto, all'angolo di piazza Ferretto. Dieci minuti dopo ha replicato il secondo, bloccando per un secondo il chiacchiericcio di via Manin, il lampo e il fumo proprio nel gomito della strada pedonale. E il terzo ha seguito a stretto giro, di nuovo dalla piazza, in uno scambio che le centinaia di ragazzi ammassati davanti ai locali ancora aperti hanno salutato con ovazioni divertite.

I petardi scoppiati in centro a Mestre, ben oltre l'ora del silenzio, hanno rappresentato solo la più dirompente tra le violazioni che hanno segnato la notte della Vigilia, quando in città vigeva l'ordinanza che limitava i festeggiamenti: era fatto divieto di vendere e consumare bevande in bicchieri di vetro, di organizzare feste all'esterno, di allestire dj-set, di portare le casse sui plateatici; valeva nelle vicinanze delle chiese e, più in generale, nell'area di piazza Ferretto. Le affollatissime vie Poerio e Manin, insomma, ci rientravano in pieno - e infatti le auto della polizia locale erano schierate in forze nelle vicinanze e, a turno, hanno tagliato la massa per registrare ogni infrazione, incassando cori e insulti, ma mettendo tutto a video.