Un'esplosione in una moschea in una zona a maggioranza alawita di Homs, in Siria, ha ucciso otto persone, secondo quanto riportato dai media statali.
L'agenzia di stampa statale Sana ha riportato "un'esplosione all'interno della moschea Imam Ali Bin Abi Talib nel quartiere di Wadi al-Dahab, la cui natura è in fase di indagine".
Il ministero degli Esteri di Damasco ha definito il sanguinoso attentato un "tentativo disperato" di destabilizzare il Paese, promettendo di assicurare i responsabili alla giustizia e ha condannato "questo vile atto criminale", affermando che si inserisce "nel contesto dei ripetuti tentativi disperati di minare la sicurezza e la stabilità e diffondere il caos tra il popolo siriano".
Il ministero ha ribadito la sua "ferma posizione nella lotta al terrorismo in tutte le sue forme", sottolineando che "tali crimini non dissuaderanno lo Stato siriano dal proseguire i suoi sforzi per consolidare la sicurezza, proteggere i cittadini e assicurare alla giustizia i responsabili".














